Gil Pezza

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO NELLA SCHERMA

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO NELLA SCHERMA

Gil Pezza  – Settembre 2019 (L’immagine in copertina è di Stephen Renico)

 

A differenza di un biscotto inzuppato nel tè alla Proust, un assalto di fioretto moderno non evoca ricordi di infanzia; visto com’è cambiata la scherma di fioretto negli ultimi anni.  Eppure, anche nel fioretto di oggi, ci si può mettere alla ricerca dell’inafferrabile tempo perduto. Forse, però, prima di proseguire su questo discorso, è meglio soffermarsi sul significato del tempo perduto (nel lessico tenico italiano tempo perso, o sospensione) nella scherma e su come il suo significato si sia evoluto nel corso degli anni. In effetti, lo scopo principale di questo breve articolo è di suggerire una definizione piu completa del tempo perduto.

 

Il temps perdu (in francese) è senz’altro molto sottovalutato nelle attuali norme FIE, che, implicitamente, lo inquadrano come un errore di esecuzione.  Quindi, la riposta che è preceduta da un momento di pausa dopo la parata, viene penalizzata dal regolamento.   Ѐ chiaro che questa regola non deve essere interpretata in senso assoluto dato che l’arbitro considera le azioni di entrambi gli schermitori nel contesto della stoccata da giudicare.[1]

 

La parata dà diritto alla risposta: la risposta semplice può essere diretta o indiretta, ma per annullare ogni azione successiva dell’attaccante deve essere eseguita immediatamente, senza indecisione o tempo d’arresto (sospensione). T.87[2]

 

Questa interpretazione del temps perdu sembra essere allineata con simili definizioni di temps perdu trovate nei glossari della scherma francese.

 

Risposta a temps perdu: Si dice di una riposta  che non segue immediatamente la parata.  Questa espressione vale anche per la contro-riposta. (Se dit d’une riposte qui n’est pas portée aussitôt après la parade. Cette expression est aussi employée pour la contre-riposte.)[3]

 

È stato il Maestro Camille Prevost (che ha redatto le regole originali della FIE nel 1913), che nel lontano 1891 attribuì al  temps perdu un’applicazione tattica molto più significativa di quella della FIE di oggi. Infatti, nel suo trattato di scherma intitolato L’Escrime et le Duel, Prevost dedicò due pagine alle risposta a temps perdu in cui il momento di pausa può avere importanti applicazioni tattiche (a parte alcune eccezioni) perché permette di: (a) modulare  la velocità della risposta al movimento dell’avversario (b) ingannare un avversario che anticipa la controparata (c) ingannare un avversario che esita nella contro-parata (e) correggere una parata difettosa (f) nonchè colpire un avversario -che si abbassa durante l’attacco- durante la fase del rialzo.  È interessante notare che il rischio di essere colpiti da una rimessa  immediata è menzionato quasi solo di passaggio da Prevost nel suo trattato. La tavola qui sotto include il testo originale francese con traduzione in Italiano – del capitolo Riposte a temps perdu del trattato L’Escrime et le Duel. Mi scuso per le eventuali imperfezioni nella traduzione Italiana  ma non è facile tradurre i termini di scherma da una lingua all’altra a causa delle differenze tra le varie scuole di scherma.

 

ORIGINALE FRANCESE ITALIANO
Les ripostes à temps perdu sont celles qui sont précedées d’un temps d’arrêt, en quittant le fer, pour donner le temps à l’adversaire de dessiner une parade afin de la lui tromper.                 Lorsque la parade est juste, mais que l’on est incertain de ce que fera l’adversaire, le temps d’arret permet de régler la riposte sur ses mouvements, et si l’on a jugé ces mouvements, le temps d’arrêt facilite le règlement de sa propre vitesse sur celle de l’adversaire.

Lorsque la parade n’est pas absolument juste, le temps d’arrêt permet de se remettre en ligne et d’exécuter la riposte avec justesse.                                 Si l’adversaire se couche en attaquant, le temps d’arrêt permet de saisir, pour riposter, le moment où il se relève. Toutes le ripostes directes, sauf celles d’opposition, et toutes le ripostes en changeant de ligne ou composées, sauf celles par le liement, peuvent se faire à temps perdu; ces dernières sont surtout  utiles lorsque l’adversaire hésite dans l’exécution de ses parades. Il faut néanmoins être sobre de ce genre de ripostes, car il prète beaucoup à la remise.  Le ripostes à temps perdu se parent comme les ripostes non précédées d’une absence de fer, en réglant sa vitesse sur celle de l’adversaire.

Le risposte a tempo perso sono quelle precedute da una pausa mentre o subito dopo aver lasciato il ferro, questo per dare all’avversario il tempo di reagire in parata con l’intenzione di eluderla. Quando la parata è eseguita correttamente ma siamo incerti sulle intenzioni dell’avversario, la pausa ci permetterà di armonizzare la nostra risposta con i movimenti dell’avversario, e se abbiamo previsto l’azione dell’avversario, tale  pausa ci permetterà  di armonizzare anche la nostra velocità  con quella dell’avversario.[4] Quando invece la parata è imperfetta, la pausa ci permette di riguadagnare il controllo della linea d’offesa e di eseguire poi la risposta con precisione. Se l’avversario si abbassa durante l’attacco, la pausa ci aiuterà a coglierlo con la risposta nel momento in cui si raddrizza.[5] Tutte le risposte (eccetto quelle di filo) e tutte le riposte su una linea diversa o composte (eccetto quelle sul ferro che vanno da una linea alta a quella bassa o viceversa) possono essere eseguite a tempo perso e sono specialmente utili quando l’avversario esita nel controparare.  Comunque,  si deve fare attenzione alla risposta a tempo perso perchè può provocare la rimessa immediata dell’avversario.  La risposta a tempo perso – come quelle non precedute dal ferro libero permettono di  armonizzare la propria velocità con quella dell’ avversario.

 

Comunque sia, tutti i riferimenti sopra citati al temps perdu hanno una cosa in comune: il temps perdu sembra essere legato solo alla risposta e di riflesso alla contro-riposta. Questa è, a mio parere, un’interpretazione molto limitata del temps perdu dato che non rispecchia la realtà effettiva del suo utilizzo nella scherma. Vi è però  una definizione del temps perdu del1977 del Maestro Francese Jean Jacques Gillette che amplia la portata del temps perdu a qualsiasi azione di scherma; facendo pure  un aggancio -seppure indiretto,  tra la musica  e la scherma con l’introduzione del concetto di sincope. Temps Perdu: azioni di scherma eseguite con una pausa o sincope. (Jean Jacques Gillet – 1977) [6]

 

Da notare però che il mio Maestro di scherma, Marcello Lodetti già insegnava il “tempo sincopato” (battezzato da lui così) negli anni 60 in Italia.[7]  Ad ogni  modo, la definizione di temps perdu del Maestro Gillette amplia ufficialmente la sua portata ben oltre la risposta ed include  azioni di offesa, difesa e controffesa comprese quelle a ferro libero.  Vedi, per esempio, un attacco a temps perdu nella sciabola: https://youtu.be/RnTLy7TyjXc

 

Tuttavia, anche la definizione di temps perdu del Maestro Gillette mi lascia insoddisfatto.  Primo, perché non distingue tra temps perdu  intenzionale ed accidentale. Infatti, se intenzionale, il temps perdu si trasforma in un  “tempo spezzato” o “tempo sincopato”. In secondo luogo, il temps perdu ha un’altra componente  importante che non è menzionata in nessuna delle sue definizioni; cioè, in certi casi, il temps perdu è inevitabile.

 

Infatti, nella scherma, vi è un temps perdu tra la fine di un movimento e l’inizio del successivo. Per esempio, se faccio un passo avanti, nel momento in cui completo il passo ma prima di iniziare il successivo (in avanti o all’indietro on in affondo ecc.), questo è un momento di pausa inevitabile.  Lo stesso vale anche per certe azioni offensive a ferro libero, come la sciabolata o l’attacco di punta, o la risposta, andati a vuoto, nelle armi con convenzione; oppure, usando un altro esempio, se lego il ferro in quarta seguito da un cambio di legamento in terza per poi tirare il colpo, quel momento di pausa in cui completo il legamento o il cambio di legamento (prima di portare il colpo) è un inevitable temps perdu. Ovviamente, l’uso di battute, battute di contro, parate di picco ed azioni tac-au-tac, riduce il temps perdu a dei minimi di pausa che non hanno un riscontro pratico – eccetto che nella spada per la ricerca del colpo doppio. L’importanza, del temps perdu inevitabile, è che lo schermidore lo può trovare  anticipandolo (a meno che la pausa sia superiore ai tempi di reazione[8]) oppure può indurlo appositamente. Chiaramente, l’opportunità presentata dal  temps perdu inevitabile è senz’altro più significativa  nella spada che nel  fioretto o nella sciabola dove la convenzione può prevalere sul temps perdu quando entrambe le stoccate vengono registrate dall’apparecchio.[9]

 

Quindi, propongo una definizione più aggiornata di temps perdu:

 

Il tempo perso è una pausa momentanea in un’azione o in un movimento di scherma. Tale pausa può essere intenzionale, accidentale o inevitabile.  Se intenzionale, viene chiamata tempo spezzato o sincopato.  (Gil Pezza – Giugno 2019)

 

Tornando ora al punto iniziale di questa discussione su temps perdu, il fioretto moderno, con i suoi movimenti ininterrotti del braccio armato che si muove costantemente con battute di passaggio circolari, iper inviti e finte di coupé eccedenti, tende ad eliminare o a ridurre il più possibile sia le pause accidentali che quelle inevitabili.  Questo accade anche nel gioco di misura quando a distanza ravvicinata il tiratore si muove facendo scivolare i piedi avanti e indietro a pochi centimetri alla volta. Cosa significa questo? Significa che un attacco non ha bisogno di essere un attacco vero e proprio ma deve solo sembrare che lo sia se abbinato al movimento in avanti delle gambe. Questo perché, specialmente in un’arma convenzionale come il fioretto, se uno schermidore usa questo modo di agire e di muoversi in pedana, riduce significativamente l’opportunità per l’avversario che indietreggia di colpirlo in tempo o di creare un attacco basato solo sul movimento della lama che si muove per prima verso il bersaglio -che verrà invece percepito nella maggioranza dei casi come un contrattacco. Quindi lo schermidore che subisce questo tipo d’iniziativa si trova costretto a difendere ed andare in parata, (difficile, non sapendo dove arriva il colpo dato il modo in cui oggi viene portato) oppure deve usare la propria iniziativa per “entrare” in tempo che non è cosa facile.[10]

 

In conclusione, il temps perdu ha sempre avuto un impatto multidimensionale sulla scherma. Lo si può utilizzare come uno scudo, minimizzando le pause momentanee nei movimenti del braccio armato e delle gambe; una strategia questa che vale specialmente nelle armi convenzionali. Quello intenzionale (tempo spezzato) invece è di uguale importanza nelle tre armi. Le pause inevitabili ed in particolare modo le pause sul ferro,  dalla misura d’allungo, sono sfruttabili meglio nella spada dove il temps perdu non viene contrapposto alla convenzione. Le pause inevitabili nei movimenti di gambe, invece, possono essere sfruttate nelle tre armi specialmente se prendono l’avversario in contropiede.[11] Resta inteso che la pausa accidentale può essere punita, se in misura,  dall’avversario nelle tre armi.

Gil Pezza

 

 

 

 

[1] Infatti la regola t11 contempla che riposta può essere  anche a tempo perso.  La risposta è immediata o a tempo perso: dipende da come l’azione è fatta e dalla rapidità di esecuzione. — La riposte peut être immédiate ou à temps perdu, c’est une question de fait et de rapidité d’exécution.

[2] In Francese: : La parade donne droit à la riposte : la riposte simple peut être directe ou indirecte, mais pour annuler toute action subséquente de l’attaquant, elle doit être exécutée immédiatement, sans indécision ou temps d’arrêt

[3] Glossaire). http://escrime-ancienne.eu/cahiers/glossaire/glossaire-escrime.pdf

[4] Una definizione del temps perdu di Gomard fa pure questo importante aggancio che la pausa permette poi di armonizzare la risposta con i movimenti (e quindi anche con la velocità dell’avversario). « La riposte à temps perdu est celle où le pareur en ne faisant pas suivre immédiatement la parade par la riposte, en règle la détermination sur les mouvements de l’assaillant » (Gomard). http://escrime-ancienne.eu/cahiers/glossaire/glossaire-escrime.pdf

[5] Nel fioretto normale, le stoccate venivano portate al petto o al fianco per potere essere apprezzate dai giurati.

[6] Foil Technique and Terminology by Maitre Jean Jacques Gillet https://drive.google.com/file/d/0B_mchzfdROoAdWRaemUycGRhR3U3czlHTHZ5cXNubjdQZnhR/view

La sincope in musica ha un significato molto più ampio di una interruzione di un ritmo. Però nel contesto del temps perdu, lo intendiamo solo come una pausa momentanea.

[7] Marcello Lodetti fu l’allievo/apprendista prediletto di Giuseppe Mangiarotti. La metodologia poi sviluppata dal Maestro Lodetti è basata storicamente sulla (a) scuola di Giuseppe Managiarotti ed (indirettamente tramite G. Mangiarotti) (b) la scuola di Renaud. https://en.m.wikipedia.org/wiki/Marcello_Lodetti

[8] Vedi articolo, La Scherma e la scelta di tempo (Giancarlo Toràn -2009).

[9] Spada 40-50ms; fioretto 300ms +/-25; e sciabola 170ms +/-10

[10] Ovviamente vi sono altre scelte intermedie tra cui, per esempio, indurre l’avversario a finire l’attacco ad un bersaglio non di sua scelta.

[11] Questo dipende anche dalla misura.

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