Gil Pezza, La Frase Schermistica, Ospiti

Sulla Biomeccanica degli infortuni al ginocchio posteriore nella scherma di sciabola

infortunio ginocchio posteriore
Il primo articolo che vi propongo per inaugurare questo nuovo sito è stato scritto da Gil Pezza, maestro di scherma, ex nazionale italiano di spada e avvocato negli Usa, che i frequentatori del sito precedente ben conoscono, per i suoi numerosi e qualificati interventi.
L’intervento tratta della biomeccanica degli infortuni al ginocchio posteriore nella scherma di sciabola, ed è proposto anche nella versione inglese.
Buona lettura!

Gil Pezza – Febbraio 2019 

Se dovessi indovinare, direi che gli infortuni al ginocchio ed alla caviglia sono i più comuni nella scherma. So però che potrei sbagliarmi in merito. Infatti, secondo alcuni miei colleghi che insegnano sciabola, invece, gli infortuni più comuni sono quelli dei muscoli che costituiscono il cosiddetto hamstring e negli schermitori più anziani gli infortuni al tendine d’Achille. Non posso che indovinare, poiché, che io sappia, non sembrano esserci studi completi sugli infortuni nella scherma con una scomposizione dettagliata dei dati e della dinamica degli incidenti.

Comunque sia, basta fare una breve ricerca online su Google per trovare articoli su sciabolatori infortunati al ginocchio posteriore. Da notare che in generale gli infortunati sono schermitori di alto livello seguiti da uno staff di professionisti.i Ciò significa che sono necessarie ulteriori ricerche per ridurre il rischio di questo tipo di incidenti in pedana.

infortunio ginocchio posteriore
Aug 7, 2016 – Source: Patrick Smith/ Getty Images South America

Questo non è uno studio di ricerca; lungi dall’esserlo, faccio invece delle semplici riflessioni, sulla biomeccanica degli infortuni nella scherma alle articolazioni della gamba posteriore per meglio capire quali siano le posizioni del piede posteriore che possano aumentare o diminuire il rischio dell’incidente in pedana, tenendo anche conto dell’età dell’atleta. Da notare, che tutte queste osservazioni sono di natura preliminare poiché non derivano da dati concreti. Infatti, prima di trarre conclusioni sono necessarie ulteriori ricerche e sperimentazioni sull’argomento.ii

Escludendo condizioni congenite del ginocchio, alcune attività sportive possono far sì che le ginocchia si trovino sotto carico atteggiate in valgo o in varo. Inoltre, ai fini di questa discussione, postuliamo che l’apparato muscolo-scheletrico degli esseri umani sia predisposto a correre con massima accelerazione in avanti e non all’indietro; e che quando le ginocchia non sono in una posizione normale, come quando si trovano atteggiate sotto carico in valgo o in varo, il pericolo dell’infortunio all’articolazione può aumentare notevolmente. Ad ogni modo, qualsiasi componente della struttura muscolo-scheletrica può essere danneggiata se soggetta al giusto mix di forze fisiche, indipendentemente dalla parte del corpo sulla quale agiscono. Ad esempio, la forza di reazione dalla pedana sulla caviglia può scaricarsi e danneggiare il ginocchio o il tendine d’Achille. Comunque, le forze in gioco rimangono sempre le stesse e si applicano a tutte e tre le armi. Vi è la forza causata dall’attrito, la forza che causa l’accelerazione (dello schermidore che si muove in avanti o indietro) e la forza di gravità.

Ma vediamo prima la biomeccanica della posizione di guardia nella scherma. Nella posizione tradizionale di guardia, i piedi si trovano a 90 gradi tra di loro con il piede anteriore puntato in avanti lungo la linea direttrice verso l’avversario. Se poi consideriamo che la posizione più efficace per accelerare il corpo in avanti è quella di avere i piedi paralleli l’uno all’altro e con le spalle a loro squadrate, possiamo concludere che la posizione di guardia nella scherma non è, dinamicamente parlando, molto efficiente; e lo era ancora di meno nel periodo della scherma classica quando l’asse delle spalle era quasi parallelo alla linea direttrice. A partire dagli anni 60, la scherma divenne sempre più atletica. Quindi, per favorire il movimento più veloce in pedana l’asse delle spalle venne gradualmente ruotato nella posizione di guardia (in senso orario per la guardia di destro ed in senso antiorario per il mancino) intersecando così la linea direttrice con un angolo di perlomeno 45 gradi. L’effetto collaterale della rotazione dell’asse delle spalle fu la riduzione dell’angolo dei piedi dai 90 gradi intorno ai 45. Questo poi facilitò l’adozione del passo incrociato fino ad evolverlo in una vera e propria corsa di attacco nella scherma di sciabola e di fioretto negli anni 70; ribaltando la tattica tradizionale in queste due armi in cui la difesa divenne la scelta di ultima istanza a favore invece dell’offesa e della controffesa. Ovviamente, poi lo scadere del tempo durante l’assalto costringe tutti i tiratori a correre, tranne che nella sciabola in cui il passo incrociato in avanti è vietato dal 2004. Ciò però non ha diminuito l’accelerazione in avanti degli sciabolatori che ora balzano e saltano in avanti come acrobati da circo nonché inventando movimenti nuovi in pedana come l’affondo volante (“Flunge” in Inglese), che ora sta facendo capolino anche nella spada. Quindi, sembra che lo schermitore che decide di scappare all’indietro rispetto all’avversario che lo incalza non abbia molte scelte. Può indietreggiare a passi indietro (non-incrociati) mantenendo la posizione di guardia, può correre velocemente all’indietro sugli avampiedi in parallelo con piccoli passi incrociati, oppure deve optare per il passo incrociato lungo atterrando con il piede posteriore a 90 gradi, 45 gradi, o in parallelo con il piede anteriore. Bisogna notare però che anche se uno schermitore tiene regolarmente il piede posteriore a 45 gradi, quando questi esegue un lungo passo incrociato all’indietro della gamba posteriore accompagnato da una rotazione dell’articolazione dell’anca all’indietro di 90 gradi, questo imporrà lo stesso angolo di atterraggio al piede posteriore; a meno che l’articolazione dell’anca venga rapidamente ruotata nella direzione opposta prima di appoggiare il piede sulla pedana a meno di 90 gradi.

Tornando alla disamina della biomeccanica del passo incrociato, esiste una notevole differenza tra il passo incrociato in avanti e quello all’indietro. Infatti, il passo incrociato in avanti porta entrambi i piedi in parallelo e quindi permette allo schermidore di accelerare con la massima efficienza; mentre non si può dire lo stesso del passo incrociato all’indietro. Bisogna prima fare una importante distinzione però tra la semplice corsa all’indietro a piccoli passi veloci a piedi paralleli ed il passo incrociato lungo usato nella scherma.

Innanzitutto, nella corsa all’indietro ci si muove prima con la parte superiore del corpo con le gambe che poi seguono a piccoli passi incrociati sugli avampiedi con i piedi paralleli l’uno all’altro. Nella corsa all’indietro non si può correre a gambe levate. Infatti quando si corre all’indietro, anche agonisticamente, bisogna controllare il rapporto della accelerazione con la posizione del baricentro del corpo poiché se si corre troppo in fretta all’indietro con i piedi in parallelo, l’asse verticale che parte dal baricentro cadrà al di fuori del poligono di sostegno con susseguente perdita dell’equilibrio e caduta all’indietro. Questo si vede spesso anche in pedana con risultante caduta all’indietro del tiratore. Nelle corse agonistiche all’indietro, invece, non si vedono molte cadute, poiché i partecipanti non vengono rincorsi da nessuno. Infatti se uno venisse rincorso da un altro, non rimane che girare le spalle a chi lo rincorre e darsela a gambe; cosa che invece è punita dal regolamento nella scherma. Continuiamo ad esaminare la meccanica del passo incrociato lungo all’indietro usato nella scherma.

Passo Incrociato lungo all’indietro

           A. Rischio di infortunio al ginocchio

Il passo incrociato lungo comporta un passo incrociato all’indietro con il piede anteriore puntato in avanti per spingere poi dallo stesso avampiede per aumentare l’accelerazione all’indietro e completare il secondo passo incrociato con l’altra gamba eseguito con una rotazione dell’articolazione dell’anca come precisato sopra. Questo permette allo schermitore di allargare il poligono di sostegno e quindi di non perdere l’equilibrio. Cosi facendo però, lo slancio del tiratore (massa x velocità) ed il peso (massa x g) si scaricano sul piede che atterra a 90 gradi nonché vincolato con la pedana e con il ginocchio della stessa gamba atteggiato in varo, trasferirà la forza risultante sullo schermitore dalla caviglia al ginocchio e, voilà, l’alta probabilità dell’infortunio al ginocchio. Ovviamente, se il secondo piede cede alla caviglia mentre atterra (la classica storta) la forza risultante danneggerà la caviglia invece del ginocchio.

        B. Rischio di infortunio al tendine di Achille

Come sopra, eccetto che lo schermitore non ruota l’articolazione dell’anca all’indietro ed atterra sull’avampiede del secondo piede, posizionandolo però ad un angolo di 45 gradi oppure in parallelo con il piede anteriore facendo sì che il ginocchio non si atteggi in varo. Anche in questo caso, la forza risultante sullo schermitore si scaricherà sulla gamba posteriore, ma il piede non essendo posizionato sul terreno a 90 gradi sarà in grado di flettere e agire, in effetti come ammortizzatore rispetto alla forza risultante sullo schermidore. Lo svantaggio di questa soluzione è che la forza risultante viene scaricata principalmente sul tendine di Achille.

           C. Basso rischio di infortunio al ginocchio posteriore ed al tendine d’Achille

Per ridurre il rischio al tendine di Achille della gamba posteriore, lo schermitore può trasferire il suo peso sulla gamba anteriore compiendo un passo incrociato all’indietro con il piede anteriore puntato in avanti, spingendo poi dallo stesso avampiede per aumentare l’accelerazione all’indietro ed atterrare sull’avampiede del secondo piede posizionandolo però o a 45 gradi o in parallelo con il piede anteriore facendo sì che il ginocchio non si atteggi in varo. Al momento della spinta dell’avampiede della gamba anteriore, lo schermidore sposta il tronco in avanti e completa la seconda parte del passo incrociato come se fosse un mezzo affondo all’indietro finendo con il suo peso sulla gamba anteriore riducendo così lo stress sulla gamba posteriore.

Considerazioni finali e raccomandazioni

1. Non esiste una soluzione perfetta a questo problema. Infatti, modificando la biomeccanica dei movimenti la forza risultante non fa altro che spostarsi verso il punto più debole della struttura muscolo scheletrica. La scelta forse consiste nello scegliere quei movimenti che mantengono le articolazioni in posizione normale e che distribuiscono la forza risultante su due punti di sostegno. In altre parole optando, potenzialmente per un infortunio minore al posto di uno molto più grave.

2. Dal punto di vista delle leggi della fisica, ipotizzo che:

– gli infortuni più gravi al ginocchio possono essere causati dal passo incrociato all’indietro con il piede a 90 gradi piuttosto che dal passo indietro normale in cui il peso viene distribuito sulle due gambe.

– la situazione più pericolosa per uno schermitore avviene probabilmente dopo un improvviso cambiamento di direzione all’indietro dopo che l’avversario ha improvvisamente “rubato” la misura .

– per gli schermitori Veterans il rischio presentato nel mantenere una guardia a 90 gradi diminuisce con l’avanzare dell’età, ed aumenta invece il rischio di un infortunio al tendine d’Achille con una guardia a 45 gradi.

3. Gli schermidori dovrebbero integrare nel loro allenamento esercizi simili agli atleti impegnati in attività sportive che richiedono potenti spinte dell’avampiede. Quindi, il riscaldamento, distensione del polpaccio e del tendine d’Achille, nonché esercizi eccentrici di rafforzamento del tendine di Achille, del gastrocnemio e dei muscoli del soleo.

4. Gli schermidori sin dalla giovane età devono abilitarsi alla corsa all’indietro veloce ed imparare come cadere all’indietro e ad essere ambidestri per quanto riguarda il gambe-scherma. Indipendentemente da ciò, per evitare infortuni indotti dall’asimmetria, i giovani schermitori devono essere messi in un programma di allenamento specializzato mirato a bilanciare la crescita muscolare irregolare.

5. Il trasmettitore (Wireless Trasmitter Box o WT box) non deve essere posto sulla vita dalla parte della schiena poiché può presentare un pericolo di infortunio per lo schermitore quando cade all’indietro.

6. La gestione dei momenti di crisi in pedana deve essere integrata nella formazione dello schermidore non solo da un punto di vista tattico ma anche per quanto riguarda la biomeccanica dei movimenti.

7. Gli schermidori devono adottare tattiche di difesa attiva per rallentare l’attacco dell’avversario.

8. È necessario determinare la portata degli infortuni nella scherma, la loro eziologia, la dinamica dell’incidente ed i fattori di rischio coinvolti. A monte però, bisogna stabilire una definizione universale di infortunio e sviluppare un verbale esauriente dell’infortunio.

9. La FIE dovrebbe istituire un portale online per permettere a ciascuna federazione di caricare i dati e descrizioni complete degli infortuni in gara ed in allenamento.

10. La FIE dovrebbe finanziare lo sviluppo di una applicazione online per iPhone per il caricamento di verbali di incidenti in tempo reale, con possibilità di allegare filmati e foto.

11. Il nulla osta medico dovrebbe anche individuare fattori congeniti (per esempio, piedi piatti, ginocchio valgo e antiversione femorale) che possono predisporre l’atleta ad infortuni alle articolazioni della gamba in modo che misure terapeutiche possano essere prese in parallelo con la partecipazione alla scherma.

12. Il rischio di infortuni alle articolazioni delle gambe aumenta per i giovani schermitori che sono significativamente sovrappeso o obesi anche se la loro accelerazione potrebbe essere significativamente più bassa. Il drammatico aumento dell’obesità nei bambini e negli adulti presenta un problema nello sport, soprattutto durante il periodo in cui iniziano a tirare di scherma. Troppo spesso, invece, vedo bambini e adulti sovrappeso che fanno la stessa preparazione atletica e gambe-scherma di atleti con degli indici normali di massa corporea; questo rivela che il tecnico non conosce bene le leggi della fisica. Quindi, i tecnici devono conoscere la meccanica dei movimenti della scherma ed il loro impatto sull’anatomia dell’atleta.

iAlcuni studi suggeriscono che le schermitrici sono più a rischio di infortunio rispetto agli uomini e che chi practica la sciabola è a maggior rischio di chi tira di fioretto o di spada. Common Fencing Injuries, by Nader Abdelkader, B.Sc. D.C. FCCSS (candidate) https://fencingontario.ca/images/sitepicts/Documents/Fencing%20injuries.pdf

iiDa notare però uno studio interessante del 2017 della Università di Shanghai sulla analisi biomeccanica dell’articolazione del ginocchio della squadra nazionale di spada femminile durante l’affondo. Biomechanical analysis of knee joint mechanism of the national women’s epee fencing lunge movement. Fei Zhengwei1 and Zhao Chuanjie – School of Physical Education and Sport Training, Shanghai University of Sport, Shanghai PR China. http://www.alliedacademies.org/articles/biomechanical-analysis-of-knee-joint-mechanism-of-the-national-womens-epee-fencing-lunge-movement-7064.html

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