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Le spade dei Celti a Esino Lario

Martina Pensa, classe 1996, è attualmente iscritta al corso di Laurea Magistrale in Scienze per la Conservazione e la diagnostica dei Beni culturali, dopo il diploma in Lettere Classiche conseguito presso il Liceo Classico Galileo Galilei di Legnano (Mi) e dopo aver conseguito la Laurea Triennale in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti dell’informazione. Questo elaborato è stata la naturale conseguenza del suo lavoro di Tirocinio presso il Museo di Esino Lario e presso il laboratorio RX-Archeometria del dipartimento di Fisica “Aldo Pontremoli” dell’Università degli Studi di Milano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve riassunto:

I reperti archeologici dei musei celano in sé un ricco passato e in alcuni casi ci mostrano le nostre profonde radici. Questo è il caso di Esino Lario, un piccolo paese di 747 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia, situato al di sopra del lago di Como nella Val d’Esino, ad un’altitudine di 910 metri di altitudine. Il Civico Museo di Esino Lario è stato creato nel 1947 collezionando, originariamente, materiali provenienti da sporadici ritrovamenti casuali di tombe, corredi, armi e monete antiche. Nel 2008 per volontà del Comune di Esino Lario e su iniziativa dell’Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus è divenuto Ecomuseo delle Grigne. Il presente elaborato vuole essere punto di partenza per un approfondimento che possa donare a questo paese notizie scientifiche sul suo passato, con l’appoggio del Comune di Esino Lario e della Soprintendenza ai Beni Culturali della Lombardia. La prima fase di questa collaborazione riguarda lo studio dei ritrovamenti Celtici conservati nell’Eco-museo, con particolare attenzione agli aspetti riguardanti la caratterizzazione materica delle armi in ferro e alla discriminazione dell’eventuale esistenza di una produzione locale. Esino Lario è una scelta ottimale per uno studio sperimentale di questo tipo per la conformazione geomorfologica del paese, chiuso tra impervie vallate, che costituisce un ambiente circoscritto non troppo soggetto ad influssi esterni, al contrario degli insediamenti di pianura. Lo studio ha riguardato gli aspetti archeologici dei ritrovamenti, le problematiche legate alla conformazione geomorfologica del territorio (orogenesi, sfruttamento minerario e vie di passaggio), fondamentali per l’interpretazione dei risultati, le analisi elementari sul materiale e aspetti conservativi. Quello che si vuole rappresentare nell’elaborato è come scienza e archeologia possano lavorare insieme per raccontare la Storia con la S maiuscola.  Questo lavoro è stato secondariamente inserito nel riallestimento del Museo inaugurato a gennaio 2019.

tesi Martina Pensa

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