Tesi, racconti e pubblicazioni varie

Gino Cantone raccontato da Maurizio Massa

Sul numero 91 del 2018 del Bollettino Storico Vercellese Maurizio Massa ha pubblicato il frutto di una sua lunga e meticolosa ricerca: non credo che ce ne siano altre così complete e ricche di dati su Gino Cantone, medaglia d’oro individuale di spada alle Olimpiadi di Londra del 1948.

Maurizio Massa, nato a Novara nel 1966, è residente a Vercelli da quasi trent’anni. Si è laureato in Storia Medioevale all’Università Statale di Milano nel 1990 con una tesi sui beni della diocesi di Novara nel XIV secolo. Giornalista pubblicista, lavora presso la redazione del Corriere di Novara. Socio della Società Storica Vercellese, ha approfondito la storia della scherma vercellese negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, in particolare la figura del campione olimpionico Gino Cantone, presentando una relazione al VI Convegno nazionale della Siss (Società Italiana di Storia dello Sport) e pubblicando successivamente sul Bollettino Storico Vercellese il saggio dedicato alla sua figura. Appassionato di scherma, è anche agonista tesserato per la Pro
Vercelli Scherma master.

 

 

Riporto qui di seguito l’introduzione al lavoro di Maurizio Massa, di cui è qui disponibile, per gentile concessione dell’Autore, il pdf con il testo e le foto, nella sua versione integrale.

Bollettino SSV n. 91 Estratto Massa

Introduzione

Nell’estate del 1948 si disputarono a Londra i giochi della XIV Olimpiade, i primi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una edizione ancora condizionata dagli eventi bellici e dalle vicende politiche post-belliche: le squadre di Germania e Giappone non vennero invitate ai Giochi olimpici, l’Unione Sovietica non partecipò, per scelta.

La folta delegazione italiana vinse otto medaglie d’oro, soprattutto nelle prove individuali. La rappresentativa della scherma, tradizionale “serbatoio” di medaglie olimpiche, non brillò come ci si aspettava nelle tre specialità (spada, fioretto e sciabola), vincendo una sola medaglia d’oro (e quattro d’argento). Il massimo alloro venne conquistato dal vercellese Gino Cantone (1917-1997), al culmine della sua carriera.

Seguire la parabola agonistica di Cantone, dagli esordi negli anni ’30 del secolo scorso al 1949, significa anche studiare i metodi di preparazione ed il lavoro finalizzato all’agonismo (finora mai analizzati) della scherma vercellese ed italiana del periodo, e cercare di comprendere come si sia stato possibile arrivare a vincere una medaglia d’oro olimpica, solamente due stagioni dopo la conclusione della guerra.

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