Articoli di Giancarlo Toràn, La Frase Schermistica

Jorginho, i rigori e la scelta di tempo.

C’ero anch’io davanti al televisore, a fare il tifo per l’Italia, nella semifinale contro la Spagna. Si è conclusa a nostro favore dopo i rigori, e quel piccolo capolavoro di Jorginho: per deformazione professionale, non ho potuto fare a meno di considerarlo dal punto di vista della scherma, e della scelta di tempo. Mi sono ricordato di aver già scritto un articolo sul tema, nel 2012. Molte delle considerazioni fatte allora le potrei ripetere oggi, per cui vi invito a leggere anche quell’articolo, qui in pdf:

Rigori 2012

Oggi desidero aggiungere qualche dettaglio, per completare il quadro, e mostrare ancora una volta che la scherma è sempre alla base dei confronti tattici.

Il video con tutti i rigori lo trovate facilmente su Youtube, e con varie angolazioni.

L’ho analizzato al rallentatore, per essere abbastanza certo delle mie conclusioni, che condivido volentieri con chi apprezza il genere: non a tutti piace spaccare il capello in quattro, preferendo gli aspetti emozionali a quelli tecnici. Ma è dalla conoscenza di questi ultimi che spesso nascono le soluzioni ai problemi: conoscenza tecnica, appunto.

Per scelta di tempo intendiamo la capacità di individuare il punto esatto (spaziale e temporale) del nostro intervento, che dipenderà dalla conoscenza (osservazione, memoria e previsione, quindi scommessa) del ritmo dell’azione dell’avversario. Punto esatto vuol dire arrivare “insieme” allo stimolo previsto (un po’ prima o un po’ dopo) con un margine di errore molto basso (pochi millesimi di secondo): cosa diversa dall’arrivare sempre “dopo”, come avviene per il tempo di reazione, con ritardi dell’ordine di grandezza dei decimi di secondo.

Nel caso della scherma, sappiamo che la zona critica, quella dell’ingresso in misura, comporta anche il passaggio da un’azione “a vedere”, cioè a circuito chiuso (il feedback ricevuto ci permette di correggere il movimento in atto), ad una a circuito aperto (il feedback arriva troppo tardi per eventuali correzioni del movimento). Questo è il momento della “presa di decisione”: gli stimoli trasmessi e ricevuti in questo momento sono quelli più significativi e determinanti. E torniamo ai rigori.

Analizzando al rallentatore la rincorsa del rigorista e l’inizio del movimento del portiere, possiamo ragionevolmente concludere che il momento della presa di decisione è quello dell’ultimo appoggio del piede che andrà poi a calciare: a questo appoggio segue il posizionamento dell’altro piede di fianco al pallone, e poi il calcio con il piede destro (sempre quello, nel nostro caso).

Sorvolo sulle varie strategie possibili, che trovate nel precedente articolo. Qui desidero farvi notare come il saltello che Jorginho effettua sul destro, subito prima del calcio, ottiene l’effetto desiderato di allungare notevolmente il tempo intercorrente fra appoggio e calcio: il portiere si muove (a circuito aperto) nella direzione scelta al momento dell’appoggio, e Jorginho ha il tempo di vederlo e decidere (circuito chiuso) da che parte tirare. Nervi a posto e precisione, caratteristiche del campione, gli hanno permesso di calciare in rete con una lentezza quasi irridente. Bella scherma!

di Giancarlo Toràn

L’immagine di copertina mostra Jorginho in sospensione, durante il saltello che precede il tiro, mentre il portiere ha già iniziato a tuffarsi sulla destra

Immagini dalla trasmissione di RAI 1

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