Gil Pezza, La Frase Schermistica, Ospiti

Una pessima idea!

Nel rivedere le modifiche delle regole FIE proposte al Congresso FIE p.v., una di queste proposte ha attirato la mia attenzione. Nello specifico, le modifiche proposte alla Regola T45, che attualmente recita nella parte pertinente:

Per un trauma/infortunio sportivo o crampo o altro incidente medico acuto che si verifichi nel corso di un assalto e che sia debitamente attestato dal delegato della Commissione Medica FIE o, in sua assenza, dal medico di turno, l’Arbitro consentirà una pausa nel combattimento della durata non superiore a 5 minuti.

Si noti che la regolaT45 richiede che il trauma / lesione sportiva o crampi o altri incidenti medici acuti  si verifichino nel corso di un assalto. Pertanto, durante l’assalto e non a causa dell’assalto, altrimenti la  T45 stipulerebbe  “sorti nel corso di un assalto. ”

Ci sono due modifiche proposte, che raccomandano: di sostituire le parole “trauma / lesione o crampo o altro incidente medico acuto” con:

OPZIONE A: per qualsiasi “motivo medico” sportivo (proposto dalla Commissione Regolamento).

OPZIONE B: Per qualsiasi “infortunio o altra ragione medica” (eliminando così la parola “sport” e lasciando la parola “infortunio” dalla regola attuale. (Proposto dalla Commissione arbitrale e dalla Commissione Medica).

La motivazione di queste modifiche proposte afferma quanto segue: Le attuali regole dell’organizzazione elencano solo lesioni e motivi medici come crampi, malattie, traumi. Il termine ragione medica dovrebbe tenere conto di tutte le possibilità.

Vediamo perché.

L’ Opzione A impone una connessione con uno sport. Significa che la ragione medica dovrebbe derivare da un’attività sportiva.  Cioè se uno schermidore durante l’assalto accusa un dolore alla cuffia dei rotatori, ai fini della regola la t45, conta solo se trattasi del braccio armato? Non necessariamente, perché t45 non si riferisce di preciso alla scherma ma allo sport in generale. Il che significa che lo schermidore potrebbe essersi fatto male alla spalla giocando a tennis (con l’altro braccio) per diporto. E se la lesione della cuffia dei rotatori risultasse invece da un’attività non correlata all’attività sportiva (ad esempio, spalando la neve)? Si può vedere come la trama possa infittirsi velocemente fino al punto di stupidità ipertecnica.

La scelta B, invece, rimuove la parola “sport” dall’equazione, il che significa che lo schermidore può interrompere l’incontro anche, diciamo, per un attacco acuto di emorroidi. Perlomeno, in tal caso il rappresentante medico FIE sarebbe in grado di verificare (o meno) se i vasi  sanguigni sono effettivamente ingrossati.  Ma che dire di un mal di testa o una lombalgia, di vertigini improvvise, o addirittura l’ansietà? Quest’ultima poi, visto come imperversa  tra i giovani farà sì che vedremo (nei circuiti nazionali) attacchi di ansietà causati dall’essere in svantaggio accompagnati da richieste (certificate dal medico di famiglia)  di poter  tenere a fondo pedana  animali di supporto emozionale.  Se uno invece accusa  dei dolori al petto che si fa? Certo, si ferma subito l’assalto ma per mandarlo a casa non per chiedere il break di 5 minuti. Infatti, chi è il medico che si assume la responsabilità di farlo tirare dopo 5 minuti di pausa? E se poi gli viene un infarto dopo nel corso della gara? A chi fanno causa? A tutti: alla FIE, all’arbitro, ed al medico e chi ne ha più ne metta.

In entrambe le modifiche proposte il termine “ragione medica” è troppo ampio. L’aggettivo “medico” è definito come: relativo alla malattia e agli infortuni e al loro trattamento o prevenzione (Collins) quando combinato con “ragione” quindi, le possibilità diventano quasi infinite. Date le numerose “ragioni mediche” (sia fisiche che mentali) non soggette a verifica immediata, come può l’arbitro (con avallo del medico) dare il cartellino ROSSO quando la veridicità della ragione medica addotta è difficile da confutare? E anche allora, a quale scopo? Per ritardare ulteriormente l’incontro aspettando che il DT arrivi e deliberi in merito? Infatti, se l’obiettivo è quello di risparmiare tempo, è sempre meglio concedere la pausa di 5 minuti piuttosto che coinvolgere il DT.

Queste modifiche proposte sono una pessima idea e avranno conseguenze opposte da quelle pianificate. Da notare che la precedente regola t45 concedeva 10 minuti. La pausa è stata poi cambiata da 10 a 5 minuti; questo per ridurre i ritardi, soprattutto durante gli incontri di semifinale e finale trasmessi in televisione.

Con medaglie d’oro e qualificazioni in palio, questa regola, se modificata come proposto, sarà sfruttata per tutte le ragioni sbagliate. La FIE dovrebbe anticipare  ritardi durante le competizioni. Infatti, ci vogliono sempre dai 5 ai 10 minuti prima che il rappresentante medico arrivi alla pedana quando convocato. Seguiti da  3-5 minuti per valutare la ragione medica e, voilà, c’è già un ritardo di 10-15 minuti, anche se la pausa di 5 minuti viene negata.

Se invece la pausa viene concessa, il ritardo totale potrebbe incrementare fino a 20 o 30 minuti. C’è da aspettarsi più ritardi durante gli incontri di semifinale e finale, specialmente alle Olimpiadi, anche se  in genere, il rappresentante medico arriva prima alla pedana durante le fasi conclusive della gara. Quindi, se dovessi riscrivere la “motivazione” dopo aver letto ciascuna di queste  due proposte, essa leggerebbe  cosi: Per aumentare ulteriormente, inutili ritardi durante la gare FIE, specialmente durante le finali e le semifinali ai Giochi Olimpici.

Il mio consiglio è questo. Lasciare la regola t45 così com’è. Oppure limitarla solo alle ragioni mediche fisiche che sorgono durante l’assalto o la gara. La FIE, invece, potrebbe tagliare la testa al toro e modificare le regole per concedere un time-out (per motivi non medici) di un minuto per ogni schermidore per incontro nella gara individuale e per squadra nella gara a squadre. Tale time-out può essere richiesto dallo schermidore in pedana (se almeno diciasettenne) o dall’allenatore; e, se necessario, si possono ridurre i 5 minuti di intervallo  per compensare i timeout. In finis, nelle categorie +70, si può anche valutare se dare più di 1 time out.

 

Articolo di Gil Pezza

Immagine di copertina di Kayla Sage

 

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